Friday, December 9, 2011

Vettese desnuda + Vettese vestida in "Mapping history"


Probabilmente l'avrete già visto. Un fotomontaggio con Vettese desnuda in posizione "doggy" circola da tempo in internet. Ma ora che l'immagine è stata pubblicata nel volume «Mapping history» la Vettese (vestida) si mostra indignata e rilascia alcune risentite dichiarazioni al Corriere:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/24-novembre-2011/compare-senza-veli-un-libro-vettese-si-ribella-fotomontaggio-1902291253293.shtml

«Non ne sapevo nulla, nessuno mi ha chiesto niente. E soprattutto: non è una mia foto - è seccata, Angela Vettese - , si tratta di una foto presa da internet, è un fotomontaggio fatto da alcuni studenti, ma non è quello il punto. Non si fa così, con una foto del genere, che ha quasi del pornografico, mi aspettavo almeno di essere contattata. E poi trasmette un' immagine che non mi piace, un simbolo sbagliato del corpo femminile».

Ho delle difficoltà ad associare un tale pensiero moralistico-bacchettone ad una critica che nei suoi scritti si fa divulgatrice di immagni di facile ed estremo sensazionalismo come nel saggio "Dal corpo chiuso al corpo diffuso" (in “Arte contemporanea” a cura di F.Poli, Edizioni Electa Mondadori) dove Vettese inneggia ad Oleg Kulik, l'artista russo ben noto per le sue performance da "cane rabbioso". Sarebbe, questo, un simbolo corretto del corpo maschile?

"Ricordiamo le comparse in veste di cane di Oleg Kulik; in una di queste, "I Bite America And America Bites Me" (1997, Deitch Projects, New York), rifacendo il verso a Joseph Beuys l'artista è arrivato dalla Russia in una cassa per animali e rimase nudo, muto e a quattro zampe per due settimane, mangiando da una ciotola, rilasciando escrementi, esponendosi nudo al voyeurismo del pubblico. La meditazione di Beuys tra natura e cultura e tra due culture diverse viene riletta in chiave tragicomica: se il tedesco aveva immaginato una possibile conciliazione tra Europa e Amertica, il russo si fa testimone di una completa sottomissione, potenzialmente aggressiva ma fedele come quella di una cane"
("Dal corpo chiuso al corpo diffuso" in "Arte contemporanea” a cura di F.Poli, Edizioni Electa Mondadori)

Come sappiamo, le pratiche performative si esprimono per metafore (talvolta assai crude) che sono accettate quando ad esporsi in atti autoderisori, sadomasochisti, è l'artista, ma sono ritenute sanzionabili nel momento in cui il bersaglio della satira e del dileggio diviene il potere. A ben vedere ritroviamo in Kulik, estremizzato nella sua spettacolizzazione exploitativa solo apparentemente trasgressiva, il vecchio ruolo del buffone di corte disposto a tutto pur di attirare su di sé l'attenzione del re, di divertirlo; va anche detto che in tale ruolo acconsente implicitamente di comparire nella veste di fedele "cane della critica", volenteroso, inerme strumento di sperimentazione, freddamente osservato come in un esperimento scientifico dall'occhio cerebrale del pubblico selezionato e dei colletti bianchi del sistema.
Dipinti per "ginocchiatoj de' potenti", definiva il Lanzi una certa pittura dai toni sdolcinati; ribaltando categorie e stereotipie usurate, potremmo oggi riunire sotto la tag "per cattedre de' potenti" tante truci, patibolari performance condite da calcolate trasgressioni.
Insomma, se un Tal dei Tali che si aggira in una gabbia a quattro zampe diviene riflessione sull'antagonismo tra culture e contributo concettuale alla storia dell'arte (ma vorrei sapere che ne pensano gli intellettuali russi della paradossale sottomissione verso l'egemonia USA inscenata da Kulik), anche un fotomontaggio "doggy" può essere letto come atto creativo, trasposizione contemporanea di una caricatura alla Punch riformulata attraverso le tecnologie digitali ed i linguaggi della contemporaneità. Una Vettese (vestida) moraleggiante sul simbolo sbagliato del corpo femminile (desnudo) dimostra, ancora una volta, assoluta ipocrisia; senza dubbio va sottolineata la costante contraddizione che ne consegue, un limbo teorico che relativizza ogni valore, spaccia moneta fuori uso e moneta falsa come vera per poi riderne cinicamente, gambizza i talenti autentici a favore dei leccapiedi, definisce sprezzantemente "localismo" la comprensibile resistenza delle culture locali all'essere riassorbite da una spietata omologazione cuturale. Se poniamo la caricatura digitale di "Mapping history" nel solco della linea Beuys-Kulik, essa risulta assolutamente calzante, pienamente rappresentativa di una psicologia di sottomissione verso i capibranco dell'egemonia culturale anglofona della quale Vettese si è fatta portavoce nella fondazione veneziana da lei guidata.
(post-in-progress  testo e correzioni in via di stesura)

Sunday, November 13, 2011

L'ANOMALO APPELLO ANOMALO di Cesare Pietroiusti & Co

Ragazzo Klaus(cantando) Du-iu-rili-uont-tu-hurt-mi - du-iu-rili-uont-tu-meich-mi-crai
Xoxo: Hai letto l'anomalo appello anomalo di kui si son fatti promotori Cesare Pietroiusti & amigos?
Ragazzo Klaus: Intendi anomalo l'opposto di nomalo?
Xoxo: Intendo anomalo-anomalo. Senti qua kosa hanno skritto al Presidente della Repubblica: "Proponiamo perciòla costituzione di piccoli e flessibili organismi autonomi composti da rappresentanti della cultura nazionale e internazionale capaci di valutare, con la sufficiente serenità e professionalità le candidature, non solo sulla base dei titoli ma anche della valutazione preventiva di orientamenti o progetti scientifici".
Ragazzo Klaus: Non chiedono + diritti per gli artisti?
Xoxo: Macché!
Ragazzo KlausHai kapito ke furby! Kon la skusa del kontrollo della qualità vogliono le commissioni di stato per l'arte, kiedono un'arte-di-stato ankor più di oggi!
Xoxo: Tasi tasi - l'alibi dei "progetti scientifici" serve come al solito per far fuori kuelli che gli dan fastidio...e kontinuare come adesso. E poi, inzomma, tutti quei Signor Presidente, Signor Presidente, Signor Presidente... da dove li han tirati fuori? Pare di sentire l'Inno all'Imperatore, l'Ode all'immenso Fthà dell'Aida! Molto anomalo!
Ragazzo Klaus: Feramente anomalo!
Xoxo: Infatti ne cirkola per i teatri d'opera una versione piratata...kon le notazioni musicali. 
Bekkatela qua...

(Pianissimo) "Signor Presidente della Repubblica,
(Grave, Lugubre) a seguito di numerose riflessioni e confronti avvenuti in questi ultimi anni tra artisti, critici e professionisti del settore in merito alle politiche di promozione dell'arte italiana, un considerevole numero di operatori delle arti visive Le rivolge questa breve riflessione consapevole della sensibilità e attenzione da Lei più volte dimostrate in merito alle questioni della cultura intesa come strumento necessario per una democrazia davvero matura e consapevole.(Andantino) Signor Presidente, sono ormai molti anni che nel nostro Paese il pensiero e l'operato di artisti e intellettuali vengono considerati unicamente come spesa e di conseguenza come valori secondari; ad aggravare ulteriormente la situazione sono i metodi adottati per le nomine delle direzioni di musei pubblici, accademie di Belle Arti e per il conferimento degli incarichi per la direzione e la curatela di rassegne ed esposizioni nazionali che hanno il compito di rappresentare lo stato della cultura contemporanea nel nostro Paese.(Presto) A differenza di molte altre nazioni, da ormai troppo tempo in Italia le direzioni di musei pubblici, delle accademie di Belle Arti e delle principali rassegne nazionali (Prestissimo) (biennali, triennali, quadriennali, etc.) (Marziale) vengono spesso assegnate secondo criteri obsoleti o particolaristici, quando non per cooptazione, limitando l'accesso delle potenziali candidature e ponendo in secondo piano l'analisi approfondita dei percorsi professionali, dei curriculum vitae e dei titoli scientifici.
(Fortissimo) Signor Presidente, consapevoli di quanto la cultura e l'arte possano divenire, (Fortiiiissimo quasi fuori di testa) in questo difficile passaggio della Storia, strumenti capaci di aprire nuove e urgenti riflessioni rispetto ai mutamenti del nostro Paese e al suo futuro, crediamo sia venuto il momento di prendere parola per segnalare a Lei e alla classe dirigente italiana una situazione a lungo tollerata, ma oggi non più sostenibile, nel tentativo di sollecitare una discussione urgente, aperta, autenticamente aggiornata su questi temi.
(alla Zecchino d'Oro) Crediamo che l'indipendenza della cultura sia un valore da difendere e mai come oggi siamo convinti che proprio il pensiero, la cultura e l'arte richiedano un profondo senso di responsabilità e consapevolezza nel rispetto delle regole e a favore di una (alla Jovanotti) cultura italiana del XXI secolo autonoma e liberata (alla Orietta Berti) da forme arretrate di clientelarismo; elemento quest'ultimo che non fa che aumentare un pericoloso e sempre maggiore isolamento del nostro Paese rispetto al dibattito culturale (alla Banfi) internazionale.(Largo) Per tutti gli aspetti elencati, (Larghissimo) Le chiediamo Signor Presidente, di porre attenzione al nostro appello e sollecitare le Istituzioni (alla Topo Gigio) politiche (alla senza dentiera) ad aprire un dibattito in merito, oltre a domandare prassi limpide (alla Klaus Nomi) per le nomine che non mortifichino il merito e le pari opportunità. 
(Allargatiiiiiiiiisssssimo) A fronte di una significativa produzione culturale che oggi è costretta a confrontarsi con sempre minori risorse, è più che mai urgente che a livello istituzionale gli incarichi destinati a informare le politiche culturali ed espositive di questo Paese siano valutati a partire da modalità di selezione democratiche e trasparenti, nel rispetto delle responsabilità civiche che tali incarichi comportano.(Con dolcezza, mellifluo, ammiccante) Proponiamo perciò, la costituzione di piccoli e flessibili (allegretto) organismi autonomi composti da rappresentanti della cultura nazionale e internazionale (alla Cutugno) capaci di valutare, con la sufficiente serenità e professionalità le candidature, non solo sulla base dei titoli ma anche della valutazione preventiva di orientamenti o progetti scientifici e delle capacità organizzative.
(Amoroso) Ci rivolgiamo a Lei, (alla in love) signor Presidente, perché abbiamo la certezza che, come noi, senta la necessità di dare nuovo slancio culturale a un paese che ha bisogno, più di altri, di pensare la cultura come strumento di democrazia, come patrimonio collettivo e diritto di tutti; in particolare per le nuove generazioni e per le nuove cittadine e i (orgasmatico) nuovi cittadini (in estasi laica) italiani. In attesa di una Sua risposta, Le porgiamo la nostra gratitudine per il Suo operato e i sensi della nostra più alta stima..."i""""""""

Xoxo: Anomalo molto anomalo!

Ragazzo Klaus: Tutto ciò mi zembra parekkio anomalo! 

Sunday, October 30, 2011

"Possibile che sia stato così difficile dire di no?" - REMIX di DSK (da Pasini e Verzotti)

Ho remixato l'intervento  "Possibile che sia stato così difficile dire di no?" di Pasini & Verzotti...


Qui il loro scritto originale:

http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=8661

Qui il mio remix:

"Questo attuale sistema dell'arte italiano è dunque frutto dello sforzo intellettuale congiunto di noti personaggi della critica che hanno aderito al Monopolio ed hanno indicato, ognuno (Francesca Pasini compresa), alcuni artisti, non pensando di cacciarli nei guai e diventando così complici di una operazione che crea il delitto perfetto: ammazzare l'arte italiana per overdose, coprendola di ridicolo, con l'aiuto fornito dalle stesse vittime”.

Non possiamo elencarli tutti, citiamo solo quelli che ci hanno fatto più impressione. Abbiate pazienza perché sono tanti. Andiamo randomly: i 4 critici del finto database Italian Area, il clamoroso caso del Museo Senza Centro, la direzione della Gamec che non risponde ai quotidiani, i fanatismi della Pasini, i premi non dati di Barbero, il conflitto d'interessi di Vettese alla Bevilacqua La Masa, Riccardo Caldura che presenta la lista della sua appartenenza in uno spazio pubblico d'arte ecc...

Ci sono anche tante mezze calzette, ma anche altri nomi illustri meno riconosciuti. Possibile che non si potesse dire NO? Possibile che non si sia capito che il progetto della critica d'arte lobbista è un progetto a sostegno del potere dell'omologazione culturale? Ci diranno che l’arte è al di sopra degli schieramenti, ma queste sono balle: i personaggi appena citati ne sono perfettamente consapevoli. C’era materia sufficiente per non aderire a quel progetto, oltre tutto fregiato di un titolo insultante "Italian Area". Insultante perché in un paese come il nostro, ricco di cultura, non si può parlare sempre e solo inglese quando quando si vuole essere internazionali. Insultante per tutti coloro che lavorano onestamente nell’arte.

Oggi Pasolini viene usato in ogni occasione, quasi sempre equivocando il suo pensiero, ma si rimane attoniti all’idea che nessuno abbia voluto pronunciare quel NO che Pasolini aveva saputo affermare in modo dialettico in tante occasioni. Oggi gli apocalittici sono diventati tutti integrati? Con questo non voglio togliere peso alla complicità degli artisti. Anche loro sapevano benissimo chi è Vettese e che cosa significa il suo conflitto d'interessi per il mondo dell’arte contemporanea. La Bevilacqua La Masa è sempre un piatto appetibile, ma che siano caduti nel tranello del binomio amico – nemico, inventato da Vettese e poi diventato parte integrante della sottocultura da critica d'arte, questo è proprio incredibile! Indigna ancora di più lo stereotipo un po’ menefreghista per cui alcuni maestri e alcuni artisti di qualità (i firmatari della squallida 
lettera strisciante per la sua riconferma alla Bevilacqua e chi ha redatto l'appello cha ha ricevuto zero firme) hanno pensato che “l’arte è sopra le parti”, che in fin dei conti si trattava solo di mettre una firmina...
Anche qui: possibile che sia stato così difficile dire di no?
Possibilissimo. 

DSK, che ha osato dire no, sia pur in modo costruttivo e non polemico, è stato censurato completamente per anni ed anni dalla lobby di Vettese & soci. 
Sì, in un certo modo li capisco, i firmatari della squallida letterina che ha bloccato la prassi dell'avvicendamento e quindi il pluralismo come valore alla Bevilacqua. Dire no è difficile, difficilissimo, visti i ricatti a cui siamo soggetti noi artisti. Qualcuno però l'ha fatto. E a loro va tutta la mia solidarietà".

Friday, October 14, 2011

& #2

Il Vittoriale & il Vittoriano (degli italiani ignoti)

Coco e Kiki (Chanel de Montparnasse)

X-men (Xerra - Xhafa)

Fantomas - Rocambole - Lupin (Fantasthives 3)

Morandi & more Andy

Y-men (Yoko – Yoshihara)

Gino Gino (Severini De Dominicis)

Cy O-no (sì Twombly e no Yoko?)

T & N (Gruppo)

Roberto & Kounellis (Cavalli)

Carracci bros

Rimbaud & Corbiere & Lautreamont (boyband)

Z & Z (Zorro & Zorio)

Flash art brut

M. de Marteuil & M..de Vettese (Les liasons dangereuses)

Anny Tettanta & Anni Settanta
 
O lo Bon-ami o lo odi

Frank c/o Bilbao

R-uff! (ha stufato)

Pop-corn & Pop-Koons

concetto & Concetto (Kosuth - Pozzati)

Tu-tanga-men & Tutankhamen (spogiarellista - faraone)

You-tanga-men & Tutankhamen (stripper - pharaoh)

Re & Donnaregina (Fondazioni)

Il Bignami di Bonami

Il Re (Sandretto Rebaudengo) è nudista

La Donnaregina è nuda

Adams & Eva (Mac & Hesse)

Two-mbly or Three-mbly?

Post-modernism & Proust-modernism

Two + Otto (2 Twombly + 8 Otto = 10 Dix)

Conte & Principe (principianti contemporanei)

Conte & Duca (contemporaeo ineducato)

Conte & Barone (contemporaneo all'università)

Conte & Re (realismo contempraneo)

Count King (contemporary nudism)

Count & Prince (contemporary principiant)
 
D& G (De Chirico Giorgio)

Il Vittorio & il Vittoriale (Sgarbi - Padiglione Italia)
 
Zero a Zeri (Renat0 Federic0)

Post-modern & post-mortem (of art)

King (Amanda) Lear

Pipilotti & Pavarotti (Rist - Luciano)

Bob - Dylan - Dog

New & No (wave)

Beuys & Cattelan (animalisti)

Wittgenstein Frankenstein

Lucien & Gustav (Freud & Jung)

Lucien & La Monte (Freud & Young)

A Rrose is Marcel is a Rrose is Marcel is a Rrose...

F.L.W & B.P.A (Frank Lloyd Wright - Brad Pitt Architect)

Nouvelle Cuisine & Nouveau Réalisme
  
-----------------------------------------------
 
Albert & George (i De Chirichi)

Koons & Cicciolina

@ & @ (ordine ionico)

@ & ^ (corinthian order)

I I & I I (Rossi - Gehry)

El Greco & El Gringo (duello Kounellis-Bonami)

instalattiti & instalagmiti (forme di installazioni d'arte)

Duss&Ldorf (allievi dei Becher)

object made & ready trouvé

Igloo & ufo (ci vivono i Merz-iani)

Eliasson & EliassEdison

Tiepolo & sons

[ ] & [ ] (1 monochrome - 1 achrome)

Murakami & Lichtenstein (fumettari)

/ & / (un Fontana con 2 tagli)

// & / (un Fontana con 3 tagli)

Cura & Tela (coppia di critici specializzati nella curatela di mostre lampo)

Cindy Hilton & Paris Sherman

^ & ^ (Giza)

Arbasino & Romina

Marcel & Rose (c'est la vie)

# & # (2 opere di Christo)

Orlan & Rourke (bisturi siamesi)

performativo e performpasivo (atto)

Bernarda &-Louise

KTH & HRN (divinità protettrici dei graffitisti)

Sissi & Nono

Collaudo Marinetti e guida Beatrice (Padiglione Paradiso)

Pierluigi & Sacco (di burro e di Burri)

Giovanni & Andrea (i più Bellini)

Toussauds & Chapman (ceramente veri)

Carlostango & Basualdoneon (Piazzolla)

Dorfles & Ramsete (critizi egizi)

Celant & Bocelli (povera e popera)

Malle&Bene (alla regia)

llll & llll (Buren)

Koolhaas & KoolLoos (Kool!)

ha! & ha! (Za-ha-Ha-did-did-it!)

P & P (Peggy loves Pollock)

Mies van & Miss der Rohe

A & I (Tour Eiffel - Torre di Pisa)

:-) & :-{) (Leonardo - Duchamp)

:-) & :-) & :-) & :-) (Leonardo - Warhol)

LOVE & O (Robert Indiana)

wall and doors (Pink Jim)

W.co.uk - W.ie (Woolf - Wilde)

Adam - Addams (Neoclassicism - Neo-Gothic)

Adam - Addams (in the family)

Dolmen & menhir (The Flintstones)

Siffredi & Penone (artenatura)

Uto & P (Yona Friedman's assistants)

Soup&Star (Warhol)

Wednesday, July 6, 2011

Ringrazio Guido Fabrizi

Titolo: lo mismo
Personaggi: DSK, Guido Fabrizi, Pasini + Verzotti, Verzotti senza Pasini, la Frau (G), Critici Urlatori, artistoidi "niet", bip-polarismo, gli Aristofatti, Artetribuna in inglese, M.Walewska, los intelectuales, i 5 - - in geografia.

Ringrazio il Guido per la sua lettera.
http://www.artribune.com/2011/06/da-quando-ce-in-giro-una-cosa-che-si-chiama-biennale-di-sgarbi-dire-di-si-ad-una-mostra-e-diventata-una-notizia/
Chissà quanti artisti vorrebbero scriverne una di simile. Si astengono dal farlo per timore di riceverne un danno di carriera e professionale. Le ritorsioni dei colletti bianchi del sistema dell'arte (figure che accentrano tutti i ruoli, in  un perenne conflitto d'interessi) sono spietate: sanno di colpire soggetti appartenenti ad una fascia sociale debole con poche tutele. La mia vicenda personale lo conferma. Le omertose mafie dell'arte contemporanea mi hanno censurato per anni a causa di una mia lettera ad un quotidiano (sullo stato dell'arte locale nel Veneziano). 

E' innegabile, esistono nel Paese moltissimi creativi il cui valore viene ampiamente riconosciuto dalla comunità degli artisti che, malgrado ciò, non trovano una degna visibilità poiché le istituzioni d'arte vengono utilizzate da decenni come spazio di rappresentanza di chiuse, asfittiche lobby e per fare grandi affari. Talenti costretti ad andarsene altrove, persino a ripiegare su lavori di fortuna. Potenzialità ideative perdute, avvilite, censurate. In sostanza, se non lo si è ancora capito, la netta scissione tra i tecnici-critici-docenti del sistema e gli intellettuali evidenziata da quest'ultima Biennale ne cela una seconda ancor più sorprendente: la lontananza delle istituzioni d'arte dalla comunità degli artisti. Tecnici VS artisti. Un dato preoccupante. Eppure qualcuno ci chiede di "dire no" all'offerta di presentare una nostra opera in uno spazio istituzionale di pluralismo - leggi  "Padiglione Italia. Possibile che sia stato così difficile dire di no?" di Francesca Pasini e Giorgio Verzotti. 
http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=8661
In sostanza Pasini + Verzotti accusano i nomi che hanno accettato l'invito al Padiglione Italia di complicità con uno schieramento politico. Ci chiedono di dichiarare esplicitamente un'appartenenza come se la nostra opera creativa non veicolasse di per sé un pensiero; con le medesime argomentazioni dovremmo rinfacciare alla Pasini di aver concesso un'intervista per "Curare l'arte", volume pubblicato da Electa Mondadori, casa editrice riconducibile ad una ben nota proprietà.
Francesca Pasini          
http://www.electaweb.it/libri/scheda/curare-l-arte/it/
Giorgio Verzotti
http://www.electaweb.it/catalogo/scheda/978883703706/it
Per la coppia - compagni di banco Verzotti e Pasini un 5 meno meno in geografia.

Fine della puntata
Codazzo di titoli:
Regia - Ignota
Costumi - Atelier R.I.P.P.Pasolini
Scenografia - Vittoria Risi
Sigla - King (Amanda) Lear

Saturday, July 2, 2011

Top 10 favelas

Baracca-grattacielo
Fav Favelas
Città Proibita (di Rio)
Periferia di Legoland
B-Hollywood B-Oslollywood
No-Capitali del Capitalismo
Clochard archipoeti
Archeologia industrialgia
London Calling
Archianarchico

Hut-skyscraper
Fav Favelas
Forbidden City (of Rio)
Legoland's suburbs
B-Hollywood B-Oslollywood
No-Capitals Of Capitalism
Homeless archipoet
Industrialgy archeology
London Calling
Archi-anarchic

(Fearrari
Palladian Tent
Squatters Hotel
Fave-las-Vegas
t Suburra
The girl of the West-End (Puccini)
Frankenstein Frankenstown
Reality Shows
Horizontal cathedral
5las
Skyscraper in crumbs
Mouseton
Roughfeller Center)

Friday, June 10, 2011

Patrizia Brusarosco così così (su Education LAB)

Microintervista di Artribune
Tema: Patrizia Brusarosco direttrice di Careof -Viafarini espone il progetto Education LAB – Percorsi di formazione dei giovani alla contemporaneità attraverso l’arte.
http://www.artribune.com/2011/03/mininterview-patrizia-brusarosco-su-formazione-ed-educazione-all%E2%80%99arte/
Nell'articolo c'è un'immagine della Patrizia. Non si capisce bene cosa stia facendo lì nella foto, piegata in due sul pavimento. Recita Lady Macbeth al corso di arte drammatica del milanese Teatro Ciak?
Si sta sciampando o sta semplicemente trollando?
Vabbè non importa. Il pezzo mi è piaciuto. Mi ha messo di buonumore. Che mi è subito passato aprendo il link del loro sito http://www.educationlab.org/ con il "Daddy Daddy" di Cattelan riprodotto a piena pagina per illustrare il progetto.
 Davvero quelli di Education LAB son convinti  sia un'opera adatta per  avvicinare i giovanissimi all'arte?
Un pinocchio affogato nella vasca del GUGGENHEIM MUSEUM senza nemmeno una paperetta di plastica a traghettarlo sano e salvo a riva - sigh! Vogliamo spaventarlo così presto il pubblico dell'arte? Milanesi ma ke mi kombinate? Le mummie impanate?

Thursday, April 28, 2011

Jep! Lista Fantasma Artisti Del Padiglione Italia - Biennale Di Venezia

Jep: Fisto Flash Art? Quaccuno aferti inzerito lista fantasma Piennale di Fenezia, patigliona XXX!

Z$: Nn mi konvince. C zono troppe "kose" strana. Forse Flash Art afere spagliato e copiato nuofe liste del Partito Pre-pensionati.

Jep: Quell'M.C.H ke ci fare in elenko? Lui tetto a me nn ezzerci!

Z$: No bbbuono!

Jep: Artribune tice minga fero...

Z$: No bbbbuono!

Jep: ...e poi h ferifikato alkune irrecolarità. At ezempio famoso artista ke fa opere kon barboncini tosati...

Z$: Mmmm...

Jep: Sue opere ezzere zotto tutela UNESCO patrimonio storiko paesaccistiko, nn più esponibili!

Z$: Mmmm...

Jep: Qui ho FERA LISTA KOMPLETA! Zono 15.348 artisti esposti in farie sedi.

Z$: Un po' lunca...

Jep: Ticono ke esponcono solo i titoli, se le opere nn c stanno.

Z$: Ekko.

Jep: T leggo tal numero #7849 al numero #7905!
...Julio Semilascinonfale, Blondie, Browndie, Signor-Rossi Luca (siempre), B8 & Bruno, Botto & Brr1, Emilio-Vedova & Mazzei, A.A.Aalto, Lola Falana, Mamma T-Roma, Noo Zii!, Pippo Santonastaso, Calabrisella Torinese, Gigiolò, Dottor Bua, Conte Contemporaneo, Tontitas, Ennio Ingrugnito, i Settanta, Giovanbattista Pornazzi, Carrà Sinclar, *********!, Alè-Sandro, Anton Van Bic, Firginia Foolf, Juri Che-chi, Western Ska, Teodozja, Annie Petarda, Modica Cifra, The Tiepolos, Eminence Beige, Non Aficionados, Ti + Mi, Testaccio, Meister Zuker, Fra-Intende, Enzo Evitabile, "L" Trattore, Mussa-cavaloria, L'Onfalomante, Alzira Verdi, Ta-rocca-Bacon, Concetta Jet, Suzi 4, il Giovane Fester, Miss Scocci, B-ABBA mia!, Sin lì, Lorette, U Merovingi, Julian Schnabel, Rembran-d-t, Edizioni Paolini, Post e Fasioi, Marcaureglio, Nanà, Taci-uto, Carmilla, Alessandro Filipepi...

                                                         

Monday, April 25, 2011

Figurine x le mie ricerche


Parigi. Brasserie del Boulevard des Italiens.
K2, tirolese infiltrato nel sistema dell'arte, e il pittore Gian-ugo attendono la critica d'arte Madame Connaisseur.

Gian-ugo: Ti raccomando. Madame Connaisseur è un pezzo grosso. Se mi fai fare una brutta figura con questa qui...sono fritto.

K2: Nn t preokkupare

Gian-ugo: Mi preoccupo, invece...di arte non ne sai una minchia liofilizzata!

K2: Chettecreti, ank'io leggo i siti t'arte contepporanea! Exi-Bart Simpson, Undo-vai.net ecc... Ho fisto tutte le Piennali di Fenezia. Rakkontiamo a Matame una palla. Diciamole ke sono un tirolese kollezionista t'arte.

Gian-ugo: Sei sicuro di saper recitare bene la parte?

(Arriva Madame Connaisseur trascinando i piedi. Crolla sulla sedia. Estrae dalla tasca un taccuino e inizia a scrivere)

Gian-ugo: Bonjour Madame!

Madame C : Bonjour un corno! Sono sfinita. Ho un attacco di stanchite acutissima. Sto organizzando un'esposizione di Daniel Buren. Ci vogliono decine di assistenti. Legga qui (sfoglia il taccuino): assicuratore, badante, spolveratore, idraulico, antennista, avvitatore, svitatore, depilatore, ciclista... Passo intere giornate a fare e disfare le liste dei collaboratori. Un rebus senza fine. Ufff!

Gian-ugo: Ah! L'artista francese Daniel Buren...trovo ipnotiche quelle sue opere a strisce rosse e bianche...

K2: La maglie tei biankorossi!

Madame C.: Mmmm...anche lei bazzica il mondo dell'arte?

K2: Zono kollezionista

Madame C: Di cosa?

K2: Album Panini, ma anke "le figurine x le mie ricerke”. Guardi! (le mostra figurine di calciatori) Materazzi, Valcareggi, Jovanotti/Jovanotte, Luciana Turina, i Pupo siciliani [della nazionale cantanti]. DJ Molella [della nazionale DJ]. Barbara Alberti, Bob-Dylan-Dog, Isabella Biagini [in panchina]. Amelie & Bovary, Re Gigi XV, Jean Val-jean, Jean Tin-Tin, Solange [nazionale francese]. Pippo-Franco-Battiato, la Scicolone, El Mariachi [nazionale marziana]. Giacinto di Pietrantonio, “Lo Strega”, Zio Tibia [della nazionale pauuuuuura]. Silvan, Sylvie Vartan, Ga-là Da-lì, la Maja vestida, l'Ape Maia desnuda, Go-ja na voja, Ciucia-caenassi, Zuccherelli...

Gian-ugo: Stooooooop!

K2:...inzomma, album kompleti Panini. Le figurine formato fototezzera sono di Thomas Ruff. 700 x tomo.

Gian-ugo: K2 ha un debole per il Settecento!

Madame C: Giovanni Paolo Pannini, il vedutista del Settecento! Ne possiedo uno. L'ho appeso in camera da letto, accanto ad un olio di Pompeo Batoni.

K2: Eeeeeeh battoni - kome no - ne konosco io di battoni!

Madame C: Eclettico al 100%!

K2: …ma in mia kamera ta letto ho kollokato la "Fenere dei calzini" ti Mikelancelo. Un Klazziko.

Gian-ugo: (gomitata a K2) Intendi "La venere degli stracci" di Michelangelo Pistoletto, l'installazione con una scultura tra gli stracci. Stracci, non calzini! E' vietato esporre opere tossiche. La venere, se fossero calzini, sarebbe ridotta una mezza scheggia!

Madame C.: Sono curiosa di sapere cosa ne pensate in Tirolo dell'arte contemporanea. Ad esempio... le piace l'artista tedesco Joseph Beuys, quello che si è chiuso per giorni in una stanza con un coyote tedesco?

K2: Ja! (canta jodel) Ja-Ja-Ja-hi-ho!

Madame C: Il suo Duchamp preferito?

K2: Seconto me du shampoo alla settimana nn bastano ce ne vogliono almeno 3

Madame C: Le piace Sissì, la bravà italienne che ha vinto il Premio Fuffa?

K2: Pellissima la “Sissi" di Romy Schneider! Film uniko in kitschtecnicolor...solo Fisconti ha fatto meglio mettento nelle sue kolonne sonore "la kafalcata delle suocere walchirie" di Wagner!

Gian-ugo: (Rosso di rabbia) Forse ti riferisci al "Ludwig" di Visconti...(Lascia cadere la forchetta) TLIIIINNNN- Ah!... mi aiuti a cercarla? (K2 e Gian-ugo carponi sul pavimento. Gemiti. Il tavolo traballa. Gian-ugo si risiede).

Madame C: K2 dovè? (alza la tovaglia. K2, legato, ha un tovagliolo ficcato in bocca). Ma...

Gian-ugo: Hemm...una variante tirolese delle mascherine anti-smog.

Madame.C: A tavola? E come mangia?

Gian-ugo: Ce la fa, ce la fa.

Madame.C: Mi domando in che modo...

Gian-ugo: E che ne so? E' un vegano, si nutre guardando cartoni animati!

K2: (tenta di cantare uno jodel)

L'affaire Fondazione Musei: David Landau vs Giandomenico Romanelli

David Landau: «I Musei civici veneziani? Li ho trovati nel degrado»http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/11-ottobre-2010/i-musei-civici-veneziani-li-ho-trovati-degrado-1703926713380.shtml
Giandomenico Romanelli: «Degrado? Solo rancore»
http://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/12-ottobre-2010/musei-landau-all-angolo-degrado-solo-rancore-1703936031220.shtml
DSK: «I "noi" di Romanelli»http://tranqui2.blogspot.com/2010/08/mah-na-mah-na-fondazione-musei-civici.html

Sunday, April 24, 2011

Giacinto Di Pietrantonio - Luca Rossi (Whitehouse in fumo?)

Snartz! Ogni tanto, sporadicamente, tra i nuvoloni di fumo e parole prodotti dal blog di Luca Rossi Blissett, emerge qualche verità che riesce a sfuggire alla sorvegliatissima autocensura praticata dai colletti bianchi del sistema.
Nella rubrica "Oltre il giardino", il critico Giacinto Di Pietrantonio apre il gas e fa blabla freestyle passeggiando col Signor Rossi per i prati fioriti intorno alla Casa Bianca.  
http://whitehouse.splinder.com/post/21802737/_

Sì, ammette GDP, persino nei tanto celebrati premi internazionali, una regia di pochi condiziona, pilota le scelte finali, e sottolinea che all'estero tale manipolazione viene accettata mentre in Italia "si pensa che ci siano sempre dietro chissà quali manovre, perché non ha vinto quello che piaceva a me, o a te, o a lui".
Per GDP la correttezza delle regole non è ritenuta un elemento cardine nel rapporto tra artisti e potere culturale, ma al contempo chi critica lo fa sempre in malafede.

Ritengo errato derubricare i momenti dialettici tra l'establishment del sistema e l'opinione pubblica ad episodi di mera logica particolaristica: accadono in tutti gli ambiti culturali. Lo dimostrano le cicliche discussioni sui premi letterari (vedi ultime edizioni Premio Strega) accompagnate solitamente da polemiche che trovano eco nell'amplificatore mediatico.
Con delle differenze. Quando Tullio Di Mauro, influente figura del Premio Strega, viene chiamato in causa dai giornalisti con domande scomode sulla composizione delle giurie, egli accetta il confronto ed espone con chiarezza le sue ragioni coerentemente al ruolo che ricopre. Non così i protagonisti delle lobby di musei & gallerie.
Cari lettori di Tranqui2, ricordate la vicenda GAMeC-ITALIAN AREA?
In quel caso l'istituzione bergamasca GAMeC - GALLERIA ARTE MODERNA e CONTEMPORANEA (diretta dal Di Pietrantonio) si è rifiutata di rispondere ad una scaletta di domande sull'argomento  compilata dai giornalisti di un quotidiano locale - conseguente ad una mia lettera al giornale - adducendo scuse risibili quali la scarsa credibilità del sottoscritto. La redazione del giornale, indignata, rispose a questo piccato, pretestuoso silenzio pubblicando un articolo sul tema.
Non ho dubbi che ai critici della GAMeC sia indifferente il lavoro prodotto dal mio percorso underground; chissà quanti altri nomi della scena italiana ignorano volutamente perché soggetti esterni alle loro lobby. Inutile replicare all'idea risibile secondo la quale l'opinione pubblica per potersi esprimere debba possedere un curriculum museale; resta la cruda + squallida realtà di un'istituzione pretestuosamente trincerata dietro gli alibi dei propri codici specialistici.
Ma piantiamola con le ipocrisie sfacciate! Il sistema dell'arte ha del marcio e il pubblico dell'arte deve esserne informato! Al bando dunque, in primo luogo, omertà e timori; poi largo alla libera, disincantata parola dell'artista.
Esce un filo di fumo dal camino della Casa Bianca...

Da "Oltre il giardino" rubrica a cura di Luca Rossi e Giacinto Di Pietrantonio
LR: Sono d'accordo con te. Non è certo questione di numeri: più pubblico uguale più qualità. Ciò nonostante i paesi che non hanno opinione pubblica, o quei paesi in cui decide la minoranza, tendono a diventare delle dittature, dove questa minoranza tende a fare quello che vuole senza avere contrasti. Nel “migliore” sistema dell’arte contemporanea italiana avviene questo: pochi operatori decidono e impongono determinate scelte senza che ci sia un pubblico capace di verificare e approfondire tali scelte. Per stare in tema Libia: il sistema è formato da diverse tribù ben lontane da formare un sistema collaborativo e maturo. Immagino che per il Turner Prize in Inghilterra ci sia un dibattito rispetto le selezioni e le scelte della giuria. Tutti gli operatori coinvolti sono attenti a fare le scelte migliori perché milioni di persone li stanno seguendo.
A mio parere c'è un vuoto di opportunità tra sistema dell'arte e pubblico. Mancano opportunità efficaci per coinvolgere il pubblico. Non ci sono luoghi appropriati e progetti appropriati. I programmi museali sono troppo ingessati e le persone, dopo una giornata di lavoro, o nel fine settimana, non hanno voglia di andare in un museo a sedersi su i banchi di scuola. Cosa mi rispondi su questo punto?

GDP: Beh, non voglio dire che l’Italia da questo punto di vista sia il miglior paese del mondo, ma non è che all’estero non sia una minoranza a decidere, o comunque a valutare. Lo stesso Turner Prize ha dei meccanismi simili, e questo è evidente nel racconto che di questo premio ne fa la Thorton (Il giro del mondo dell'arte in sette giorni, libro, ndw), dove evidenzia come la regia riservata di Serota alla fine riesce sempre a portare i risultati dove vuole lui. Il fatto è che fuori dall’Italia quando c’è un qualcosa, come ad esempio un premio alla fine il risultato viene accettato dalla maggioranza che si dà da fare per far rispettare l’esito, sostenendolo in vari modi al di là del fatto che il lavoro del premiato corrisponda alla propria definizione di arte. Da noi se qualcuno vince si pensa che ci siano sempre dietro chissà quali manovre, perché non ha vinto quello che piaceva a me, o a te, o a lui. Questo è il vero problema nostro, il guardare il proprio ombelico. Ti faccio un esempio che mi ha raccontato Politi, verso la fine degli anni settanta lui era a New York, dove, durante il suo soggiorno, incontra varie persone tra questi Sol Lewitt a cui chiede: “Sol, ma secondo te, chi è l’artista che emergerà nei prossimi mesi in America?” Lewitt: “Julian Schnabel”. E difatti, Schnabel di lì ad un anno diventò una star mondiale. Capisci, qual'è la questione?
Un artista concettuale non ha problemi ad ammettere che l’artista emergente è un artista neoespressionista lontano anni luce dal suo lavoro. Difatti, la domanda era non chi ti piace tra i giovani artisti, ma chi è l’artista emergente. Da noi se fai una domanda del genere la risposta cade sempre su artisti che aderiscono alla tua poetica. Continua... (testo e correzioni in via di stesura)

Thursday, March 17, 2011

Scene della vita di bohème -Scene dalla boh!-hemm


Trovate raccolti, sotto la label boh-hemm, i testi della bohème contemporanea. Tic, successi, lapsus e ambizioni degli artisti del presente-d'oggi-attuale-odierno-now-ahora....
http://tranqui2.blogspot.com/search/label/boh-hemm

Sunday, February 13, 2011

&

architecture

@ & @ (ionic order)
^ & ^ (Giza)
I I & I I (Rossi & Gehry)
Adam - Addams (Neoclassicism - Neo-Gothic)
@ & ^ (corinthian order)
dolmen & menhir (The Flintstones)
Moore & Moore (post and modern)
Rococo & Co
ha & ha (Za-ha-Ha-did-did-it)
Mies van & Miss der Rohe
Rossi & Rossi (Mr. Aldo)

art

Koons & Cicciolina
instalactite & instalagmite (forms of installation art)
Murakami & Lichtenstein (comic artists)
Tiepolo & sons
Duss&Ldorf (Becher students)
Eliasson & EliassEdison
[ ] & [ ] (1 monochrome - 1 achrome)
/ & / (Fontana with 2 cuts)
// & / (Fontana with 3 cuts)
Albert & George (The De Chiricos)
P & P (Peggy loves Pollock)
:-) & :-{) (Leonardo - Duchamp)
:-) & :-) & :-) & :-) (Leonardo - Warhol)

Saturday, January 8, 2011

Riccardo Caldura nella "città dei turisti"

Note stonate a piè pagina. I miei commenti dopo le dichiarazioni di Caldura ad EXIBART

Nella sua ultima intervista lo sentiamo sgranare un rosario di “abbiamo puntato, abbiamo posto. abbiamo...”, quasi per volerci convincere che la programmazione dello spazio mestrino non è stata per anni solamente l'illustrazione del suo gusto personale di direttore artistico, eppure chi conosce il percorso del Caldura critico-intellettuale difficilmente può nutrire dei dubbi in proposito; la scelta di porre “attenzione agli artisti nel cui lavoro fosse in atto una riflessione aggiornata sui linguaggi del modernismo” andrebbe - ovviamente - motivata con ben altre argomentazioni; ma in effetti essa esprime solo una limitata visione dell'arte e della contemporaneità.
Difficile non rimanere perplessi dinnanzi alle dichiarazioni di Riccardo Caldura: "Perché è nella città degli abitanti e non solo dei turisti che poteva, e forse doveva, trovare senso un progetto sull’arte contemporanea". 
La definizione di Venezia come “città dei turisti” quasi si trattasse di Jesolo Lido o Gabicce Mare ben rappresenta la pochezza dell'elaborazione teorica di certi intellettuali locali.
Non è il valore dei singoli artisti esposti che voglio qui mettere in discussione; i limiti della gestione Caldura vanno invece individuati nella monotonia delle tendenze artistiche proposte. Vediamo una programmazione tutta dogmatica, affermativa, illustrativa di concetti e idee ripetute, cupamente professorale nell'assenza di ludico e narrativo. Poche mostre a tema, tante personali firmate Caldura: evidente la censura su intere aree della produzione visiva contemporanea, alla quale va invece sommata l'utilizzo di una istituzione pubblica per la presentazione della "sua" lista politica di riferimento. Propaganda di stato e strumentalizzazione pure.
Stando così le cose, può esser utile ricordare ancora una volta che, proprio alla galleria Contemporaneo, abbiamo visto negli ultimi anni alcuni errori teorici sorprendenti da parte da parte di chi ha cercato persino di attribuire l'altisonante definizione di “centro di ricerca” ad uno spazio espositivo per artisti mid-career. Infatti, nella presentazione delle mostra di Esther Stocker, Caldura descriveva la galleria mestrina “spazio pubblico di ricerca" ed istituzione per artisti che hanno “già maturato una significativa attività espositiva sia in spazi pubblici che privati”, in altre parole una realtà appiattita su percorsi sicuri di circuito, nomi noti, già mid-career, non certo delle scoperte inedite. Entro tale schema l'idea di ricerca culturale, escludendo a priori numerose possibilità (ruolo sociale dell'artista, underground, contaminazioni) viene ridotta ad codice stilistico immediatamente riconoscibile, chiudendo l'arte contemporanea entro i limiti di un dogma imposto istituzionalmente dall'alto, e non - quale essa in effetti è - un processo in atto. Tutto questo va letto come diretta conseguenza di evidenti carenze di metodo, un metodo capace di restituire alla creatività la sua centralità, la funzione-punto d'intersezione di numerosi segmenti della società contemporanea.


Un lettore scrive nel forum di Exibart:

28/12/2010 ENRICO 
"A Venezia centro storico vivono 90mila persone. Sono abitanti VERI e non turisti, abbiatene rispetto perché anche loro vivono nel conpemporaneo pur dovendo subire i disagi del turismo di massa i cui guadagni vanno spessissimo a vantaggio della terraferma".

Saturday, January 1, 2011

Luca Rossi & Angela Vettese alla Whitehouse


Whitehouse, blog del grafomane compulsivo Luca Rossi Blissett, apre le porte all'eminenza grigia di una stranota lobby dell'arte, una della nomenklatura. Amen, direte voi, chissenefrega. E invece no. L'intervista ad Angela Vettese è di quelle da non perdere.
Non vi è dubbio che si tratti del confronto tra due figure che occupano posizioni assai diverse all'interno del sistema dell'arte. Non vi è dubbio, altresì, che malgrado le apparenti divergenze, vediamo qui due intellettuali dal pensiero praticamente sovrapponibile. Siamo chiaramente in presenza di un documento utile per capire come funzionano i meccanismi del conformismo del sistema; si avverte subito la riverenza condita di “sono d'accordo con queste sue riflessioni” “non mi fraintenda” con la quale il blogger d'assalto (che a me pare piuttosto accomodante) blandisce lady Vettese permettendole di trasformare il confronto in una lezione con tanto di bacchettate sulle mani (“comunemente inteso è un'espressione vaga”) e di attuare le sue consuete tecniche manipolatorie dell'interlocutore. Possibile che i limiti e le magagne del sistema dell'arte italiano non siano anche precisa responsabilità di coloro che ne controllano alcuni snodi centrali? Per Vettese, infatti, “non mi sembra che si possa affermare che i critici d'arte italiani non siano di buon livello”: gli unici a salvarsi (in una situazione dipinta nell'intervista come disastrosa) sono, guarda caso, i critici d'arte, la sua categoria.
L'ultima grande panzana di una intelligenza abilissima nel mescolare dati, citazioni, nomi altisonanti (Artforum, Ingrid Sishy), osservazioni ponderate e bugie volutamente sfacciate? Incapacità assoluta di autocritica? Imbarazzo di un'eminenza grigia che con la sua lobby ha manovrato da dietro le quinte importanti segmenti della scena artistica italiana-italica-italiota? Eppure Tranqui2 - senza nemmeno far tanta fatica - ha ben documentato alcuni orrori made in Italy della critica d'arte: testi scritti coi piedi, premi non dati, finti “Musei senza centro”, rifiuto di confrontarsi con l'opinione pubblica, database piuttosto discutibili, spazi pubblici che divengono gallerie private del direttore (dittatore) artistico, errori teorici sconcertanti, affermazioni da interrogazione liceale, mancanza di autentico dibattito, lobby affaristiche che s'insinuano nei gangli vitali del sistema paralizzandolo, per tacere su certi nomi pompati per meriti extra-artistici (vedi cosa accade nel Veneziano).
Ma aggiungo anche che la sovrapponibilità dei due punti di vista è data soprattutto dai temi censurati, dalle evidenti omissioni di entrambi: ha un senso discutere della scena internazionale senza nemmeno accennare a spinte fortissime in atto quali omologazione e colonialismo culturale, globalizzazione, autoreferenzialità delle culture anglofone, isolamento di circuiti nei quali sono pochissimi a decidere e per i quali il pubblico non conta, competizione di paesi con ben altro peso politico? Ci sono, inoltre, delle peculiarità che contraddistinguono il “caso culturale” Italia nel suo insieme, un paese troppe volte capace di rubare il palcoscenico a realtà ben più influenti, di conseguenza spesso intenzionalmente censurato.
Credo che per Ross & Vett una lucida critica al sistema internazionale sia assai difficile in quanto proprio da esso traggono la loro autorevolezza qui da noi, cioè si sono in certo modo specializzati nel farsi promotori in Italia di stilemi e modelli già consolidati all'estero. Vettese si fa scudo dei poteri forti del sistema internazionale per sparare persino su Arbasino, un autore di valore indiscutibile, l'eccellenza della ricerca letteraria italiana.
Parafrasando il Vett-pensiero potremmo dire: se per una volta pensassimo che la critica d'arte - in Italia - è davvero in una crisi creativa profonda? Lo è in Italia poiché qui e non altrove vi sono lobby talmente potenti da bloccare tutti i processi innovativi.

Il cicaleccio da caminetto tra il vaticanista del sistema dell'arte e l'eminenza beige si chiude così, in una lenta dissolvenza, mentre sullo sfondo bianca-neve cade (o inciampa) sui gradini della White-house...http://whitehouse.splinder.com/post/23787771/secondo-dialogo-con-angela-vettese/comment/63603735

X Francesca Pasini - l'arte è solo "internazionale"?

"Domanda: Quale arte e quali artisti in Liguria?
Francesca Pasini: Non penso che ci sia un'arte ligure e neppure un'arte in Liguria: l'arte è internazionale, i regionalismi sono ormai insensati. Chi ha successo è chi ha un riconoscimento internazionale, soprattutto negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Germania, in Svizzera, alle Biennali, alle Documenta" http://www.mentelocale.it/932-francesca-pasini-critica-d-arte/
Sto raccogliendo alcuni scritti & interviste relativi agli anni Novanta e al decennio successivo. Materiali utili per comprendere appieno in quale clima culturale ha operato chi in quel periodo (ma la medesima tendenza permane ancor oggi) ha tentato di fare sperimentazione artistica in realtà locali o in microclimi culturali non ancora del tutto omologati ai poteri forti del sistema. Ci siamo trovati come controparte e referenti delle conventicole di critici asserviti alla logica delle mega-esposizioni, di costruite ufficiosità museali, delle grandi rassegne. Eppure proprio l’arte contemporanea ci insegna che le mostre più “importanti” non collimano sempre con i Salon del sistema, blockbuster dell'arte d'oggi. Le idee importanti nascono talvolta piccole e povere; compito del critico dovrebbe essere, appunto, quello di riaffermare i valori autentici, non di sottomettersi al colonialismo culturale imperante. Davvero sorprendente la dogmatica intransigenza con cui affronta l'argomento Francesca Pasini in questa intervista del gennaio 2001.
Voilà una delle tante esponenti di quella commistione tra mondanità, snobismo, omologazione, superficialità-glamour oggi talmente diffusa da mettere in ombra la reale sperimentazione la cui autenticità si misura anche dall'essere espressione di un contesto culturale autentico e non manipolato.
Se la critica letteraria ragionasse nello stesso modo sparirebbero dalla scena i maggiori scrittori e poeti italiani; fortunatamente i critici letterari sono veri intellettuali non pasdaran rozzi e conformisti.