Monday, January 27, 2014

L'assessore Vettese e le manipolatorie argomentazioni a L'OPERA PARLA - Punta della Dogana



L'opera tace. Ero presente alla conferenza "I sistemi dell'arte" del ciclo "L'Opera Parla", tenuta a Punta della Dogana (sede collezione Pinault) dall'assessore alla Cultura del Comune di Venezia, A. Vettese.
Per prima cosa voglio smentire le false e diffamatorie dichiarazioni dirette alla mia persona fatte dall'assessore durante il dibattito finale, dipingendomi come una specie di stalker. In dodici anni è solo la seconda volta che intervengo al dibattito di una sua conferenza. Qualcuno, in questa città, le ha impedito di fare carriera o l'ha ostacolata in alcun modo? Nessuno, che io sappia. I miei blog non costano nulla alla collettività e trattano gli argomenti più disparati, dall'architettura alla letteratura; se sono molto letti non dipende da me o da un ufficio stampa. Siti d'arte che parlan di lei ce ne sono a centinaia, evidentemente i miei sono più letti di altri perché offrono una controinformazione che altrove manca. L'assessore la finisca di approfittare della sua posizione per diffondere notizie completamente inventate su di me in quanto artista e sul mio lavoro, di attuare in ogni confronto la tattica della delegittimazione dell'interlocutore, del boicottaggio di chi fa controinformazione sulla sua lobby, cosa che è già accaduta (per questo cerco di difendermi qui) a cominciare da attacchi personali che mi hanno causato un gravissimo danno professionale. 

Attenzione: la conferenza di Vettese in quest'occasione ha toccato punte da avanspettacolo quando, in risposta a chi le ha rinfacciato la sua rete di potere da conflitto d'interessi, ha affermato di "non contare nulla" perché (sintetizzo la risposta) chi conta davvero sono critici come Gioni chiamati a collaborazioni internazionali, non lei.
Sarebbe come se io, che sono un artista, sostenessi di non contar nulla perché non sono stato chiamato dal Metropolitan di New York. 

Vero invece è che a Punta della Dogana abbiamo assistito all'ennesimo show manipolatorio che ha restituito all'auditorio una versione datatissima del tema "Sistemi dell'arte" chiaramente al fine di non intaccare lo status quo che la attribuisce prestigio e autorevolezza.
Lo schematismo puerile dell'artista baby, dog (cioè l'escluso dal sistema), cow (quello da sfruttare economicamente) e star (nemmeno i ruoli di una stellina tv potrebbero essere spiegati così rozzamente) la comunità composta dall'artista e dai suoi pari che riconoscerebbero ancora il valore del talento, i sistemi "maggiore" e "minore" sono un teatrino oggi inesistente.

Nuovi attori l'hanno stravolto: il finto no-profit, le fondazioni private, l'ingerenza sempre più pressante del controllo politico, le lobby sfrenate, gli archivi/database e i loro burocrati travestiti da curatori, il rinato zdanovismo in salsa radical chic, i faraonici "musei" del presente con intricate gerarchie interne a schema piramidale (Rivoli, Maxxi ecc...), la conseguente gerarchizzazione di ogni passaggio di valore condiviso, l'assenza di processi decisionali partecipati, il curator-porn, le spinte esterne di globalizzazione - colonialismo culturale - omologazione, il web. Tutto è cambiato. E' vietato dirlo? Perché bisogna mentire sempre?
Il controllo dall'alto sulla selezione dei talenti si avvale di meccanismi ormai oliati come gli "archivi", dispositivi che riducono l'autonomia intellettuale degli artisti a zero sostituendosi al vero underground e alle forme autentiche di controcultura che nello schemino di Vettese sembrano assenti.
L'arte per lei è una corsia unica verso fama, soldi, successo e potere: l'unica strategia possibile sembra quella di conformarsi nel miglior modo possibile. Le conferenze di Vettese non insegnano i fatti ma come essi vanno strumentalizzati e manipolati.

E perché, oltre alle conferenze sui "radicali Anni Settanta" (trattasi di secondo Novecento, 40 anni fa), a Punta Dogana - Opera Parla non invitano l'underground di oggi (quello vero e non quello di stato) i blogger ecc...? Perché nell'arte contemporanea quando si tratta di discutere di qualsivoglia argomento le scelte sono sempre iperconservatrici?

Ricordo qui che l'assessore Vettese fa parte del "comitato scientifico" di Punta Dogana, in pratica si è autoivitata. Il consueto delirio di autoreferenzialità. Vi compare anche il contestatissimo Giandomenico Romanelli, trentennale ex direttore dei Musei Civici, e Marino Folin! Sempre gli stessi!

Il "comitato scientifico" di Punta della Dogana: Carlos Basualdo - Giuseppe Barbieri - Achille Bonito Oliva - Marino Folin - Giandomenico Romanelli - Angela Vettese