Friday, March 6, 2015

>>>l'arte strumentalizzata di Andrea Viliani (al Museo Madre)

A cura di Dambruoso e Gigliotti con intervento del bearded Andrea Viliani, al Museo Madre il consueto show di cicisbeismo zuccheroso al servizio di Angela Vettese (nella serie dei Martedì Critici). E tra un colpo di cipria e l'altro, nella nube tossica finale alcuni dei 4 auspicano allegramente che l'arte debba essere "più strumentalizzata" dalla politica.
Viliani: "condivido che l'arte dovrebbe essere più implicata dalla politica e più strumentalizzata dalla politica, effettivamente, perché vorrebbe dire che la politica riconosce all'arte quel ruolo simbolico straordinario che ha sempre avuto".
Già lo sappiamo: istituzioni pubbliche d'arte utilizzate per strategie reazionarie. Incubatori dei peggiori orrori arte/politica del Novecento. Chi tutela, al Museo Madre, i diritti, il punto di vista, la dignità professionale e morale di chi l'arte la fa davvero: gli artisti?
Gli artisti vengono selezionati dal dal Museo Madre non per la qualità intrinseca delle opere ma per la presenza in esse di elementi passibili di una calcolata strumentalizzazione?

Teniamo conto che Andrea Viliani ha collaborato con la Bakargiev, figura appartenente al circolo di critici d'arte contemporanea passati per le pagine del Sole 24 Ore, circolo assai coeso ed organizzato da fitti rapporti, il cui scopo è cristallizzare l'arte italiana ad una eterna ripetizione dell'Arte Povera e suoi derivati (ed  alle sperimentazioni del secondo Novecento) con punte di neo-zdanovismo molto aggressivo come appunto la signora Vettese. Le lodi che Viliani attribuisce alla Signora vanno lette come un omaggio reverenziale diretto al gruppo di potere che ha dietro (quello che ha cercato di attuare il disgustoso progetto di far coincidere la loro lobby con l'arte italiana) e alla sua influenza che non ci risparmia nemmeno mariti e protegé men che mediocri.